Poche speranze di vedere i ristori con lo stato di calamità naturale dopo la violenta grandinata (con chicchi grossi come palline da tennis) che il 3 giugno ha devastato il territorio del Verdicchio dei Castelli di Jesi. La doccia fredda per agricoltori e residenti è arrivata durante l’incontro al Polo Tecnologico di San Paolo di Jesi, dove la Regione Marche ha chiarito che, per la normativa nazionale, non ci sarebbero i presupposti per il riconoscimento dello stato di emergenza. Una decisione che ha incassato la dura reazione del sindaco di Cupramontana, Enrico Giampieri: "Prendiamo atto con rispetto della posizione, ma essa evidenzia ancora una volta quanto alcune norme fatichino a rispondere alle reali esigenze dei territori. I danni subiti da vigneti, colture, attività produttive, abitazioni, impianti fotovoltaici e autoveicoli sono concreti e pesanti. Dietro ogni segnalazione ci sono famiglie, imprese e lavoratori che chiedono attenzione".

Giampieri sposta l’asse della polemica sui fondi regionali: "Riteniamo che la Legge Regionale 7/2025 non debba rimanere un semplice contenitore normativo, ma debba essere riempita di contenuti, risorse e strumenti realmente utili". Poi l’affondo politico sulla credibilità degli enti: "Le istituzioni sono credibili quando sanno stare accanto ai territori, ascoltarli e assumersi la responsabilità di difenderli. Lo abbiamo sostenuto per i 29 Comuni marchigiani esclusi dalla Legge sulla montagna e lo ribadiamo oggi".