Di: Quotidiano - Matteo Burkard / pon “La grandine ha colpito una zona veramente estesa, una delle più vignate del distretto. Il danno è ingente”, ha riconosciuto con tristezza ai microfoni del Quotidiano il viticoltore e presidente della Federviti Davide Cadenazzi, all’indomani della violentissima grandinata che si è abbattuta sul Mendrisiotto martedì sera. “I conti si faranno fra qualche giorno”, ha spiegato, ma le prime stime sono già nell’ordine delle centinaia di migliaia di franchi per i produttori della regione. “Siamo abituati alla grandine, c’è la rete di protezione”, ha detto ancora Cadenazzi, ma nonostante questa “l’uva viene comunque colpita”. Per Cadenazzi, “la vendemmia si farà” in ogni caso, “non tutto il distretto è colpito e non tutte le zone presentano i medesimi danni”. Determinante per le conseguenze anche l’orientamento del vigneto: in alcuni casi non si salva quasi nulla, in altri - come precisa Nicola Caimi dell’azienda agraria di Mezzana “il grosso del danno è sulla struttura aerea, mentre per i grappoli si va dal 20 al 50%. Le reti hanno fatto un buon lavoro”. Federviti e sezione cantonale dell’agricoltura sono in contatto e valuteranno un sostegno alle aziende colpite una volta chiarita la portata dei danni.Non sono state risparmiate però neanche altre coltivazioni: sempre a Mezzana, un campo di frumento che sarebbe stato “pronto per il raccolto fra dieci giorni, è completamente distrutto, tritato. Si può fare unicamente paglia”. E nel frutteto l’impianto antigrandine “è imploso” sotto il peso dei chicchi, che quindi “hanno colpito anche la frutta”. Le mele sono segnate, molte al suolo.