HomeFirenzeCronacaViaggio tra mito e new wave. È la grande notte dei The CureUltimo appuntamento del Firenze Rocks alla Visarno Arena: sul palco anche la band britannica MogwaiLa Visarno Arena gremita per questa edizione del Firenze RocksRicevi le notizie de La Nazione su GoogleSeguiciCapelli scapigliati, spettinati ad arte, rossetto sbavato sfoggiato con naturalezza, outfit total black e un sound che si avvantaggia di un basso pulsante, che incontra chitarre sognanti, mentre il canto esistenziale di Robert Smith si specchia in tastiere malinconiche. Per i ragazzi degli anni Ottanta ma anche per i giovani d’oggi, che cercano autenticità e sanno riconoscere emozioni vere, non c’è nessuna band (a parte forse i Depeche Mode) capace di contrastare il fascinoso appeal senza tempo di The Cure. Lo charme trans-generazionale della band regina del post rock gothic non è solo una iconica suggestione romantica, ma uno spleen che continua a risuonare in sintonia con le ansie di oggi.

L’unica data italiana dei Cure è stata scelta per chiudere in bellezza stasera l’Opel Firenze Rocks 2026 con una scaletta di una trentina di brani, una sorta di count down che dal brano manifesto della nuova produzione ’Alone’, si dipanerà fino al primo successo della band ’Boys don’t cry’, il secondo singolo pubblicato nel 1979 dal gruppo inglese simbolo della scena new wave e di quella dark internazionale, di cui questa canzone è quasi un manifesto (generazionale) programmatico.