Segui tutte le inchieste del Fatto Quotidiano

21 DICEMBRE 2025

Ultimo aggiornamento: 7:40

Nel 2026 i Cure tornano in tour, protagonisti di alcuni tra i festival più importanti dell’estate — compresa una tappa italiana il 14 giugno al Firenze Rocks (info tickets). E quale occasione migliore per parlarne da una prospettiva inedita? Qualche mese fa, sempre su queste pagine, avevo incontrato Lorenzo Coltellacci e Mattia Tassaro per la loro graphic novel dedicata ai Joy Division (È mia la colpa, Feltrinelli). Oggi sono nuovamente a incontrarli, per Morire non importa. The Cure: le radici del mito, nuovo capitolo dello stesso viaggio dentro il lato oscuro del rock. Non una semplice biografia illustrata, ma una dichiarazione d’amore. Un’opera che attraversa il buio e lo stile, il dolore e l’identità. I dischi al centro del racconto sono quelli che hanno segnato l’immaginario di Robert Smith e soci: Seventeen Seconds, Faith, Pornography. Una narrazione che parla dei Cure, certo. Ma anche di chiunque si sia mai sentito fuori posto. Un’estetica. Un dolore. Un modo di stare al mondo.

Ho deciso di raccontarla nel modo che conosco meglio: nei consueti nove punti di questo blog. Cominciamo.