È un inizio d’estate piuttosto caldo, sull’asse fra Cortina d’Ampezzo e Roma. Di fatto l’inchiesta della Procura di Belluno sulla cabinovia Apollonio-Socrepes ha messo sotto la lente l’operato di Simico e del Mit, iscrivendo nel registro degli indagati da un lato l’amministratore delegato Fabio Massimo Saldini e la responsabile unica del progetto Valeria Cepi (più Angelo Redaelli, legale rappresentante di Graffer), dall’altro la coordinatrice della Struttura tecnica di missione Elisabetta Pellegrini, per l’ipotesi di turbata libertà della gara d’appalto. Ma dopo aver già ribadito piena «stima» per la squadra olimpica, ieri il ministro Matteo Salvini ha annunciato anche lo stanziamento di quasi 600 milioni per 7 opere lasciate in eredità dai Giochi fra Veneto e Lombardia: nel Bellunese si tratta delle varianti di Longarone e Cortina.

I PROGETTI Nell’ambito del “Fondo investimenti” del ministero dell’Economia, destinato al dicastero delle Infrastrutture, 591,6 milioni di euro sono destinati al completamento di 8 lotti stradali e ferroviari già ricompresi nel “Piano delle opere olimpiche”. A darne notizia è stato lo stesso Mit con una nota: «Il ministro Salvini ha espressamente chiesto di completare 5 opere in Lombardia per le quali sono destinati 287,6 milioni di euro, a fronte di valore complessivo di oltre 673 milioni, e 3 interventi in Veneto con uno stanziamento di 304 milioni di euro per un valore complessivo di oltre 985 milioni. Salvini esprime soddisfazione e ribadisce come le Olimpiadi, oltre ad essere state un successo riconosciuto a livello mondiale, lasceranno in eredità opere e strutture per tutti i cittadini». Parole lette dall’ad Saldini, anche nel suo ruolo di commissario straordinario, come un atto di fiducia nel delicato frangente: «Questo dimostra che le Olimpiadi e le Paralimpiadi non sono finite a marzo, ma si va avanti con le opere di valore territoriale. E per me è un riconoscimento per il lavoro fin qui svolto, che ha portato a fare le Olimpiadi migliori di sempre». Nel dettaglio, i tre progetti bellunesi riguardano appunto la variante di Longarone (costo totale 438 milioni) e la variante di Cortina nei lotti 1 (in tutto 51 milioni) e 2 (conto di 483 milioni). Invece in Lombardia sono invece coinvolti la Statale di Busto Arsizio/Gallarate/Cardano, l’intervento a Ponte di Legno, la variante fra Trescore ed Entratico, quella di Vercurago e la soppressione dei passaggi a livello di Rfi. LE REAZIONI Il governatore Alberto Stefani ha espresso apprezzamento per l’annuncio: «Questo impegno importante, avrà ricadute positive anche in termini di indotto. Ringrazio il ministro Salvini che, con questa decisione, conferma l’attenzione nei confronti del nostro territorio da parte del dicastero che dirige». Sempre nelle file della Lega, ha concordato il senatore Paolo Tosato: «Parliamo di cantieri cruciali che metteranno in sicurezza la viabilità veneta e libereranno dal traffico i centri abitati, lasciando ai cittadini un'eredità strutturale permanente ben oltre l'evento olimpico». Per quanto riguarda le procedure, attualmente il cronoprogramma di Simico indica per la variante di Longarone l’aggiudicazione dell’appalto integrato entro il 21 luglio, con avvio dei lavori a giugno del 2027 e conclusione a settembre del 2029. Invece per Cortina il lotto 2 attende la Conferenza di servizi decisoria entro giugno, con una stima di cantiere fra il 2027 e il 2032. E per il lotto 1 al momento non sono fissate le date di aggiudicazione e costruzione della bretella.