In questo mondo bello perché vario la fantasia — quando si tratta di dare un nome alle nuove specie — ormai non ha più limiti. Oggi potremmo sederci su una panchina accanto a un millepiedi Taylor Swift oppure ritrovarci in un bosco dell’Appennino circondati da farfalle Guccini (Parnassius mnemosyne guccinii) o Giulio Regeni (Diplodoma giulioregenii), o ancora tuffarci nelle acque salentine accanto al verme marino Myxicola albertoangelai scoperto in Puglia e appena intitolato ad Alberto Angela.

Parnassius mnemosyne guccinii/Francesco Guccini: a cantautore è stata intitolata una specie di farfalla scoperta sull’Appennino tosco-emiliano

Il divulgatore italiano infatti, proprio come il padre Piero (che conta almeno tre specie a lui dedicate), ora è entrato ufficialmente nei libri di biologia: curiosamente, nei testi del futuro, potrebbe ritrovarsi accanto a sempre più star del pop, calciatori e persino a Donald Trump. Questo perché, se secondo la Bibbia Adamo ebbe da Dio l’arduo compito di nominare tutti gli animali in un solo giorno, è la scienza ad aver semplificato le cose — rendendole anche più fantasiose — da quando il naturalista Carlo Linneo, a metà del Settecento, inventò il famoso metodo di nomenclatura binomia (genere e specie). Un sistema universale di classificazione che oggi permette ai tassonomi di battezzare le quasi 16mila specie che ogni anno vengono scoperte.