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Diana Cavalcoli

Nel nuovo polo i ricercatori di Syngenta, 25 tra scienziati e tecnici specializzati puntano a identificare le malattie emergenti nelle serre, con anni di anticipo, per sviluppare varietà vegetali resistenti in tempi record

«Sotto questi teli di plastica bianca? C’è la foresta amazzonica». Sorride alla sua stessa esagerazione Lola Gomez Ferron, seconda generazione di agricoltori dell’azienda Clisol, che ad Almeria, in Andalusia, lavora ogni giorno nel cosiddetto "Mar de Plástico", la più grande concentrazione di serre al mondo. Estesa su circa 32.000 ettari, l’area produce circa 3,5 milioni di tonnellate di frutta e verdura ogni anno. Una grande tela bianca, visibile dallo spazio, che trasforma l'area brulla e arida del sud della Spagna nell'orto d'Europa. Circa il 35% della frutta e della verdura fresca che troviamo nei supermercati dell’Unione Europea arriva da qui.

Innovazione nei campiUn cuore verde dove da decenni si fa innovazione nei campi. Con la tecnologia che sta diventando una delle stampelle in grado di aiutare gli agricoltori nel sostenere le loro produzioni oggi a rischio sia per gli effetti del cambiamento climatico sia per i nuovi patogeni. Sotto i teli bianchi crescono infatti pomodori, peperoncini, cetrioli ma anche meloni e zucchine. «Oggi - spiega Ferron - per coltivare utilizziamo tutte le opzioni che abbiamo a disposizione. Nel rispetto delle regole europee e consapevoli che i consumatori vogliono sapere cosa arriva loro nel piatto, sperimentiamo combinazioni inedite. Penso alle sementi modificate in laboratorio per resistere ai patogeni ma anche agli insetti che proteggono le piante nutrendosi dei parassiti. Ogni annata è diversa e richiede soluzioni nuove». Ferron è tra i tanti agricoltori di El Ejido, nel cuore del Mare di plastica, che hanno scelto di collaborare con l’azienda svizzera di tecnologia agricola Syngenta. Un colosso che proprio nell’area ha deciso di investire in un nuovo centro tecnologico di ricerca e sviluppo da 10 milioni di dollari. Un hub di innovazione inaugurato a maggio 2026 davanti al ministro dell’Agricoltura spagnolo Luis Planas che ha parlato di un’occasione per la Spagna e per l’Europa e di “agricoltura più competitiva e più sostenibile grazie alla tecnologia”.