L’iniziativa. 14 giugno 2026 alle 00:34Dai fallimenti alla cocaina, dai pregiudizi alle rivincite: «Ascoltate le nostre storie»
Sui banchi dei Giardini pubblici di Cagliari, sabato pomeriggio, i libri non hanno pagine. Hanno una voce, due occhi e una storia. Sono i detenuti del carcere di Uta, seduti accanto ai passanti come amici, pronti a raccontarsi senza filtri. È l’evento di TuttoMondo, un progetto dell’associazione Prohairesis che trasforma i detenuti in libri umani: chiunque può sedersi accanto a loro e ascoltare per 20 minuti. Niente palco, niente distanza. Solo due persone su una panchina.
Le cadute
«La mia vita va avanti con le disgrazie», dice un uomo sulla quarantina. Ha sempre lavorato o ci ha provato: marina militare a diciassette anni, boscaiolo, militare di leva, gelatiere in Germania, operaio in Liguria. Una vita fatta di tentativi e di ostacoli. «Non so se sia il destino. Ogni tentativo si è ridotto a nulla. L’ultima volta in Svizzera mi sono venuti addosso con la macchina», sei mesi di convalescenza. «Ho perso di nuovo il lavoro». A quel punto è arrivato lo spaccio di cocaina. «Soldi facili, e purtroppo quando ci cadi non riesci più a uscirne». È entrato in carcere nel 2020. Oggi, nel 2026, è ancora lì. «Un po’ me le sono cercate, ma la vita mi ha sempre portato a fare male». Ha tre figli, una di diciotto anni che sta per diplomarsi. Di pregiudizi, dice, in faccia non ne ha mai sentiti. Sui social qualcosa è arrivato. «Prima o poi ci cadono tutti». Ma lui non si nasconde. «Il mio libro parla della mia storia e non ho nulla da nascondere».








