Aggiungi ItaliaOggi alle tue fonti preferite su Google per non perderti i nostri contenutiIl campionato europeo di calcio che si disputerà in Italia e in Turchia nel 2032 vede già in campo gli impianti sportivi che da «semplici» opere edilizie devono tramutarsi in asset strategici di sviluppo urbano, sicurezza e inclusione sociale. Gli stadi sono chiamati a divenire hub tecnologici e motori di sviluppo territoriale.
I ritardi dell'Italia e il rapporto del Consiglio nazionale degli ingegneri
Ma l’Italia, che non ha ancora individuato ufficialmente le sedi in cui si svolgeranno le partite, sconta ritardi autorizzativi e frammentazione decisionale. A lanciare il messaggio è il rapporto «L’impianto sportivo come vettore di riqualificazione urbana. Quando sport e ingegneria si incontrano», elaborato dal centro studi del Consiglio nazionale degli ingegneri, secondo cui gli stadi non devono essere più semplici contenitori destinati alle competizioni sportive, in quanto quelli di nuova generazione si stanno trasformando in infrastrutture strategiche capaci di integrare tecnologia, sostenibilità, servizi e sviluppo urbano.
In vista di Euro 2032, il tema dell’impiantistica sportiva assume, così, una valenza che va ben oltre il calcio e riguarda la capacità del Paese di realizzare opere complesse, attrarre investimenti e rigenerare territori. Le opportunità economiche sono rilevanti; infatti, si legge nel report, il mercato globale degli smart stadium supererà i 40 miliardi di dollari entro il 2030. Gli impianti più avanzati incorporano sistemi di monitoraggio strutturale, gestione energetica intelligente, manutenzione predittiva basata sull’Ia e piattaforme digitali integrate. Lo stadio contemporaneo diventa un ecosistema produttivo in grado di generare valore ben oltre l’evento sportivo, con ricadute sui territori significative. Le esperienze internazionali mostrano incrementi del valore immobiliare nelle aree limitrofe compresi tra il 15% e il 25%, oltre a nuovi investimenti commerciali, crescita del turismo e aumento dell’occupazione.









