Roma, 18 mag. (askanews) – “Sugli stadi c’è un’accelerazione che non si è mai vista negli ultimi trent’anni e soprattutto c’è un metodo di lavoro che credo porterà dei risultati ben oltre gli europei del 2032. In Italia si giocherà in cinque stadi, vedremo in quante città perché Roma è candidata ad avere più stadi per gli Europei, ma noi puntiamo comunque a una crescita complessiva che riguardi un po’ tutte le città. Alcuni cantieri sono già aperti, pensiamo a Venezia, a Firenze quindi vuol dire che qualcosa si sta muovendo, ma io credo che da adesso in poi, nei prossimi tre mesi racconterete delle cose con una concretezza che non si è mai vista. Tutto questo non soltanto grazie al prezioso lavoro del commissario che affronterà il primo nemico di questi trent’anni: la burocrazia. Ma non è l’unico, l’altro nemico è l’incapacità di avere un metodo di lavoro che poi porti al risultato finale. Lo stadio è molto più di un luogo di sport, è un luogo che qualifica la città. Il fatto di poter immaginare nei prossimi 3-4 anni almeno 10 stati italiani che si rinnoveranno o che si ricostruiranno è il segnale di quanto questo governo sta facendo insieme ai promotori, i club e le amministrazioni del territorio, in un gioco di squadra che non c’è mai stato”. Così ha detto il ministro per lo sport e i giovani, Andrea Abodi, nel corso di una intervista a Radio Roma Sound.