Poco più di un anno fa Vita Cosentino e Laura Colombo (della Libreria delle donne di Milano), Chiara Zamboni (della comunità filosofica «Diotima» di Verona) e io ci siamo incontrate mosse dal desiderio di manifestare con un gesto pubblico e corale la nostra gratitudine nei confronti di Luisa Muraro. Da un po’ di tempo Luisa non era nel pieno della sua forma, parlava poco e talvolta si ritraeva dalle riunioni della Libreria come già da quelle di Diotima. E noi quel grazie volevamo dirglielo finché c’era ed era in grado di riceverlo, in un paese che si accorge delle sue eccellenze (tanto più femminili) solo quando non ci sono più.

Da quel desiderio, e grazie all’apporto di altre amiche della Libreria e di Diotima, è nato il convegno sul pensiero di Luisa che si è tenuto all’Università Cattolica di Milano il 20 settembre dell’anno scorso, una giornata intensa e affollata, affettuosa e sincera alla quale Luisa ha partecipato felice e a sua volta grata, e dalla quale è venuto fuori un libro a più mani, Come quando si accende la luce (citazione da un testo di Luisa del 2011, Non è da tutti. L’indicibile fortuna di nascere donna), di imminente uscita per Mimesis.

Eravamo impazienti di portarlo a Luisa per festeggiarlo con lei, ma non accadrà. Luisa si è spenta ieri, il giorno prima del suo compleanno, dopo essere sopravvissuta per meno di due mesi alla scomparsa di Lia Cigarini, sua compagna di vita, di pensiero e di pratica politica, a riprova dell’inossidabilità di una coppia che ha orientato per più di mezzo secolo il femminismo della differenza italiano. Luisa e Lia, Lia e Luisa: sembra impossibile rassegnarsi a fare a meno di una doppia presenza che diventa un doppio vuoto e apre per tutte noi, inutile negarlo, una voragine.