di

Adriana Logroscino

E sulla legge elettorale, è scontro sulle preferenze

Nonostante le ultime, vigorose, polemiche tra la maggioranza e il neonato movimento di Roberto Vannacci, Carlo Calenda non crede che Futuro nazionale resterà indipendente. «Vannacci andrà nel centrodestra, lo farà all’ultimo minuto per non creare problemi. Ma finirà così, è il segreto di Pulcinella». A quel punto, però, se per il leghista Edoardo Rixi «si aprirà un problema nel centrodestra perché chi tradisce una volta lo rifà», per il leader di Azione un’alleanza «da Tajani a Vannacci creerà un problema gigantesco di sicurezza nazionale». Nel quale «se poi Forza Italia decidesse di lasciare una coalizione in cui non può ritrovarsi e di unirsi con noi al centro, saremmo solo felici».

Il destino di Futuro nazionale è il tema che piomba anche a Manduria, dove gran parte del governo e qualche esponente dell’opposizione partecipano al «Forum in masseria» organizzato da Bruno Vespa e Comin and partners. Francesco Lollobrigida, che interviene a un panel sulla strategicità dell’agroalimentare con il presidente di Confagricoltura Massimiliano Giansanti, si spoglia dai panni di ministro e indossa quelli di dirigente di FdI quando irride le dichiarazioni di Vannacci sul suo essere «la vera destra»: di getto gli esce un romanesco «Ah davero?». Poi si fa serio e riporta la linea già espressa da Giorgia Meloni in Aula: «Vannacci fa il suo e lo sta facendo insieme alle sinistre e questo ci convince poco. Si è chiamato fuori dalla maggioranza votando la sfiducia al governo. Un’alleanza con lui non è all’ordine del giorno».