TREVISO - Avevano trasportato prodotti ortofrutticoli freschi dai centri logisitici della Lidl ai supermercati indicando le provenienze in modo errato: Italia invece di Spagna per 30 chilogrammi di fragole e Olanda anziché Belgio per 15 chili di pomodori ramati. Da qui la multa da 4.400 euro staccata da Agecontrol, l'agenzia pubblica per i controlli in agricoltura, dopo le verifiche sui documenti di trasporto relativi a giugno e luglio del 2013.
L'APPELLO Lild Italia Srl si era opposta all'ingiunzione. E il tribunale di Treviso le aveva dato ragione «evidenziando [...] la non configurabilità dell’illecito per i trasporti da piattaforma a punti vendita della stessa società». Ma Agecontrol aveva impugnato tutto alla Corte d’Appello di Venezia, arrivata a sottoporre la questione alla Corte di Giustizia dell'Unione Europea. Alla fine la sanzione è stata confermata, ma ridotta a 1.100 euro. LA DECISIONE FINALE La società dei supermercati, però, non si è fermata e ha fatto ricorso in Cassazione. E ora gli Ermellini l'hanno respinto. Anzi, la Lild è stata condannata a pagare anche 1.000 euro per le spese legali. Non incide il fatto che i documenti per il trasporto "interno" non fossero obbligatori. Vale un principio: se ci sono, devono essere corretti. «I documenti di accompagnamento della merce trasportata, a prescindere dalla loro necessità, una volta emessi debbono contenere tutte le indicazioni richieste per il trasporto di prodotti ortofrutticoli freschi, comprese quelle specificamente riferite allo specifico prodotto trasportato - si legge nella sentenza della Cassazione - questa necessità non è superata dal fatto che i prodotti siano etichettati o sia presente un cartello informativo. È evidente, infatti, che la presenza di indicazioni confliggenti crea un contrasto informativo ostacolante il controllo».









