Il giallo sulla rimozione della docuserie su Gratteri da Disney+ ha la sua risoluzione, alla base di tutto c’è una diffida di un collaboratore di giustizia
A distanza di due settimane dall’avvenuta sospensione (come anticipato dal Quotidianodelsud.it – LEGGI), senza nessuna spiegazione ufficiale, da parte di Disney+ della docuserie World Wide Mafia – ‘Ndrangheta sulla vita e la carriera di Nicola Gratteri arriva la verità che risolve il giallo.
Alla base di tutto, infatti, ci sarebbe una diffida inviata a Disney+ da un collaboratore di giustizia, Emanuele Mancuso, assistito dal suo avvocato Antonia Nicolini, con cui il collaboratore di giustizia ha lamentato una possibile violazione dei margini di protezione della sua identità protetta. Nelle puntate pubblicate online e poi rimosse, infatti, Mancuso sarebbe stato offuscato ma in modo, secondo la tesi dello stesso Mancuso e del suo legale, non sufficiente a garantire la non riconoscibilità. Da qui è scattata la diffida a Disney+ per garantire la sua sicurezza e non riconoscibilità in località protetta.Notizia confermata dallo stesso legale di Mancuso. Antonia Nicolini, che ha infatti spiegato di aver scritto a Disney+ in più occasioni a fine maggio e poi ancora a giugno chiedendo la rimozione dei contenuti.












