Eva Statiellae, la nuova «assessora virtuale» scelta dal sindaco Danilo Rapetti per il rimpasto di giunta, fa già discutere. «Questa vicenda non ha nulla di virtuale, è solo irreale – dice l’avvocato Carlo De Lorenzi, del Pd, seduto fra i banchi dell’opposizione -. Ad oggi non esiste un solo documento ufficiale, nessuna delibera di giunta e zero euro stanziati a bilancio». Per De Lorenzi, il progetto sarebbe una messa in scena del primo cittadino.
"Operazione di marketing” «Un'operazione di puro marketing politico senza consultare il Consiglio comunale – precisa -. L'unico risultato concreto di questo annuncio basato sul nulla è stato esporre la nostra città al sarcasmo e al dileggio dell'opinione pubblica nazionale, provocando un pesante danno d'immagine ad Acqui». «Trovo quantomeno bizzarro dover commentare la notizia – dice Elena Trentini, della lista civica «La Nostra Acqui» -. Ritengo che l'idea vada considerata né più né meno come una istrionica boutade del sindaco, rimarcando fra l’altro il fatto che il nostro ordinamento non consente che cariche istituzionali vadano attribuite a soggetti privi di capacità giuridica». Un tema sollevato anche da esperti, così come la difficoltà di far combaciare le esigenze della Pubblica amministrazione con quella che è a tutti gli effetti una macchina.










