Questa ancora mancava. A Torre del Greco, 80 mila abitanti a pochi passi da Napoli, città di storia e di tradizione, un manifesto raccapricciante ha aperto la Festa dei Quattro Altari, celebrazione artistico-religiosa che prevede l’esposizione in quattro diversi punti del centro storico di grandi altari realizzati da artisti. Uno di questi, autore Salvatore Seme, s’intitola Fractio Panis e illustra l’ultima cena: nell’immagine si notano alla destra di Gesù due figure tipicamente mondane, un giovane che fuma con aria sprezzante e un vecchio barbuto con cappello che maneggia ostentatamente un bel mazzo di banconote. Ecco: con piena evidenza il vecchio richiama lo stereotipo dell’ebreo "padrone del denaro", uno dei marchi più classici dell’antisemitismo di radice cristiana che si può considerare il “padre” di tutti gli antisemitismi.

Da tempo insieme a tanti altri ebrei italiani sento il dovere di gridare pubblicamente e continuamente che i crimini di Israele, di quello che si definisce “Stato ebraico”, sono per l’appunto crimini e non sono compiuti “in nostro nome”. Naturalmente proseguirò, proseguiremo, a farlo, ma la denuncia delle malefatte di Israele, sono convinto, perde verità e perde dignità se non si accompagna alla denuncia dello schifo di questi rigurgiti di odio antiebraico, tanto più gravi se accreditati dalla Chiesa cattolica che del suo peccato originale antisemita sì è liberata da tempo.