di
Roberto Russo
Torre del Greco, lettera al sindaco perché venga cancellata la figura in una tela commissionata all'artista Salvatore Seme per la Festa dei 4 Altari. Rigettate le accuse di antisemitismo
Non assomiglia ad Aronne Piperno l’ebanista, il falegname ebreo a cui nel «Marchese del Grillo» Alberto Sordi rifiutò di pagare il «conticino» per il nuovo armadio. E però il vecchietto tutto vestito di nero che conta un mucchio di soldi fa indignare gli ebrei di Napoli. «Stereotipo dell’antigiudaismo», «immagine offensiva e diffamatoria». E ancora: «Scempio che si rifà alla più becera propaganda nazifascista». Giudizi della Comunità Ebraica di Napoli sulla grande tela (8x16m), «Fractio panis» un’opera d’arte sacra commissionata per la Festa dei 4 Altari a Torre del Greco.
A dipingerla non è stato certo un uomo mosso da sentimenti antiebraici, ma Salvatore Seme, uno dei pittori più accorsati per l’arte sacra in Italia, professionista di riconosciuta bravura e tra l’altro molto pio. Le sue opere adornano chiese e cattedrali. Alcune persino nel Santuario di Pompei, come i Misteri luminosi, dipinti su richiesta dell’allora Papa Giovanni Paolo II.






