La gazzarra di matrice antisemita e il cartonato di Benjamin Netanyahu appeso a testa in giù e fatto sfilare per le strade romane non sono bastati. Ora il conflitto scoppiato nella Striscia di Gaza rischia di spaccare anche il Pride di Napoli, che si terrà sabato 5 luglio e che accoglierà la sua madrina, la cantante Gaia, per celebrare l’ «amore senza confini». Un tema, quello della manifestazione in agenda, che però non rispecchia i sentimenti che agitano la galassia ProPal, che ormai da tempo si confonde nelle piazze dagli intenti più disparati e sventola con una mano la bandiera della Palestina e con l’altra quella arcobaleno. Motivo dei contrasti che stanno agitando la comunità Lgbtqia+ partenopea sono le posizioni filo-israeliane di Antonello Sannino, il presidente di Arcigay Napoli, ora bloccato in Israele. Sannino si era recato nello Stato ebraico per partecipare al Pride di Tel Aviv, poi saltato per l’attacco di Israele all’Iran, e per «comprendere lo stato della democrazia e dei diritti civili» nel Paese, da lui sempre ritenuto l’unica democrazia del Medio Oriente.
Pride, odio antisemita. Dopo Roma tocca a Napoli: "Arcigay troppo filo Israele"
La gazzarra di matrice antisemita e il cartonato di Benjamin Netanyahu appeso a testa in giù e fatto sfilare per le strade romane non sono bast...








