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Aveva uno zoo, una piscina, una discoteca e persino un'arena per i combattimenti di galli. Non era un villaggio turistico venezuelano, ma il carcere di Tocorón, nello Stato di Aragua, da cui Héctor Rusthenford Guerrero Flores - conosciuto come “Niño Guerrero”, “El Innombrable” ed “El Cejón” - ha diretto per oltre un decennio la sua rete criminale, trasformando un'organizzazione nata tra le sbarre in una delle più pericolose dell'intero emisfero occidentale. Il presidente degli Stati Uniti Donald Trump ha annunciato su “Truth Social” che le forze del Comando Sud degli Stati Uniti hanno eliminato Guerrero Flores in un raid condotto la notte precedente sul territorio venezuelano. Come riportato da “Cnn” e “Nbc News”, il presidente ha descritto l'operazione come un attacco “rapido e letale”, coordinato con il governo di Caracas, che ha definito “nostri amici in Venezuela, con cui stiamo collaborando molto bene”. Il segretario alla Difesa Pete Hegseth ha confermato, in un post su “X” rilanciato dalla stampa americana, che Guerrero “è stato ucciso nel corso dell'attacco”. L'ambasciata venezuelana a Washington non ha rilasciato dichiarazioni immediate.

Tutto ebbe inizio nel 2005, quando un sindacato operaio impegnato nella costruzione della linea ferroviaria tra gli stati di Aragua e Carabobo cominciò ad assumere connotati criminali. Nel 2011, quando i lavori si bloccarono, il sindacato era già una banda organizzata. Il nome “Tren” evoca l'idea di un convoglio inarrestabile, capace di percorrere grandi distanze e inglobare nuove risorse lungo il percorso. La svolta decisiva arrivò con l'ingresso in scena di Guerrero Flores. Classe 1983, già noto criminale di Maracay, tra il 2012 e il 2013 venne internato nel carcere di Tocorón, da cui assunse la leadership del “Tren” e prese il controllo dell'intera struttura penitenziaria, trasformandola in una roccaforte dotata di piscina, discoteca, stadio da baseball e zoo. Questo fu reso possibile dalla politica non ufficiale del governo venezuelano di cedere il controllo di alcune carceri a boss criminali noti come pranes. A causa del progressivo deterioramento della crisi politica ed economica del Venezuela, il gruppo ha seguito le rotte migratorie dei venezuelani in fuga dal Paese, espandendo le proprie attività in tutta l'America Latina.