Héctor Rusthenford Guerrero Flores, alias Niño Guerrero, ritenuto uno dei capi della banda criminale transnazionale Tren de Aragua (TdA), è stato ucciso. È l’ennesimo omicidio extragiudiziale firmato dall’amministrazione Trump. Ad annunciarlo è stato lo stesso presidente statunitense, con un post sul suo social Truth: Guerrero è stato eliminato in «un attacco cinetico rapido e letale», da lui stesso ordinato come normalmente avviene in questi casi e condotto assieme ai «nostri amici venezuelani, con i quali stiamo lavorando bene».

Trump ha pubblicato anche un video dell’operazione: si vede un edificio dal tetto verde che scompare in una nuvola di fumo provocata da una forte esplosione. Il segretario alla difesa Pete Hegseth ha precisato sul social X che l’operazione si è svolta all’inizio di questa settimana, in coordinamento con le forze di sicurezza venezuelane. Lo ha confermato anche il generale Francis Donovan, capo del Comando Sud Usa, ringraziando Caracas per il «sostegno».

La Tren de Aragua nasce nel 2005 dentro il carcere di Tocorón, nello stato venezuelano di Aragua, durante la costruzione di una ferrovia finalizzata a collegare gli stati di Aragua e Carabobo – da qui il nome dell’organizzazione criminale. In quel penitenziario, Guerrero ci finisce nel 2013, consolida il suo potere tra le celle e trasforma la banda in un’organizzazione transnazionale. Oggi la TdA opera nel traffico di esseri umani, droga e armi, estorsioni, rapimenti e riciclaggio di denaro, secondo l’Office of Foreign Assets Control (Ofac) del Dipartimento del Tesoro Usa. Trump ha inserito la Tren de Aragua nella lista delle organizzazioni terroristiche all’inizio del suo secondo mandato. Lo stesso hanno fatto Ecuador, Perù e Argentina.