Eliminato il Niño Guerrero, capo dei Tren de Agua. Trump esulta e ringrazia Caracas
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Il fondatore del Tren de Aragua, il 42enne Héctor Rusthenford Guerrero Flores, alias El Niño Guerrero, è stato ucciso ieri all'alba nell'ambito di un'operazione congiunta tra forze di sicurezza venezuelane e statunitensi nell'Arco Minero dello Stato di Bolívar, una delle regioni più ricche di oro e minerali strategici, vicino al confine con il Brasile. Il Pentagono ha definito l'azione un "chiaro avvertimento" ai narcotrafficanti, dopo che il presidente statunitense Donald Trump ha rivendicato personalmente l'operazione e Caracas ne ha confermato la "neutralizzazione".Il Tren de Aragua, "una delle organizzazioni terroristiche più sanguinarie del pianeta", per usare le parole di Trump, che su Truth Social ha pubblicato il video del raid condotto da un drone armato Usa, era stato fondato una quindicina di anni fa da "El Niño". La sua ascesa è legata al carcere di Tocorón, nello Stato di Aragua, dove riuscì a costruire un vero e proprio feudo criminale da cui dirigeva un'organizzazione trasformatasi negli anni in una delle più potenti reti narco-terroristiche dell'America Latina.La morte di Guerrero rappresenta anche una clamorosa smentita della narrativa ufficiale costruita dal chavismo dopo la spettacolare presa del carcere di Tocorón nel settembre 2023. All'epoca il regime di Nicolás Maduro mobilitò oltre 11 mila uomini per riconquistare il penitenziario, ma il Niño Guerrero e i suoi principali luogotenenti erano già spariti. I vertici dell'organizzazione furono avvertiti in anticipo e fatti fuggire, consentendo alla banda di rafforzare la propria presenza nel resto del continente: un piano, a detta di analisti indipendenti, elaborato di concerto con lo stesso Maduro.Nel frattempo l'organizzazione aveva esteso la propria presenza in Colombia, Perù, Cile, Ecuador, Brasile, Stati Uniti e Spagna, diventando una delle reti criminali più temute dell'emisfero.Le ramificazioni internazionali del Tren de Aragua sono diventate evidenti dopo il sequestro e l'uccisione, in Cile, nel febbraio del 2024, dell'ex tenente venezuelano Ronald Ojeda, rifugiato politico a Santiago. Secondo le indagini giudiziarie, il mandante dell'operazione, simile a quelle del Plan Condor degli anni Settanta ma, questa volta, "da sinistra", sarebbe Diosdado Cabello, ancora oggi uno degli uomini più potenti del chavismo. In Spagna, invece, è stato arrestato recentemente un fratello del Niño Guerrero.











