di Stefano FoglianiSASSUOLOSe ne va a Torino con l’etichetta di ‘mago del mercato’, Giovanni Carnevali, e a scorrerne il curriculum si capisce bene perché la Juventus sia tornata, per l’ennesima volta, all’assalto del manager milanese che dopo avere in più occasioni declinato le proposte bianconere, questa volta ha accettato.

"Un predestinato, inevitabile facesse il salto prima o poi", si è sempre detto di lui, mettendo in conto l’approdo in una big come ovvia conseguenza del tanto che ha costruito a Sassuolo. Dove, anche grazie ai suoi buoni uffici nelle stanze dei bottoni – rapporti fraterni con Beppe Marotta, ma anche con l’ad del Bologna Claudio Fenucci oltre che con buona parte delle dirigenze che contano – e le sue capacità manageriali si è costruito reputazione di solida credibilità, oltre quella fama di ‘mago’ di cui si diceva. Sintetizzata alla perfezione da quei ‘colpi’ che si vuole abbiano fruttato alle casse del Sassuolo non meno di 300 milioni di euro in poco più di un decennio. Ossigeno per la casse neroverdi, quel player trading che Carnevali ha capitalizzato come pochi, facendone anche un asset di sostenibilità per il progetto neroverde.

A partire da quando, appena arrivato in neroverde, fece il primo botto, raccogliendo i frutti dell’affare Zaza, passato alla Juventus per i 15 milioni cui era stata fissata la recompra di un attaccante che il Sassuolo aveva acquistato, nel 2014, dalla stessa Juve per la metà. Nel 2015 altri botti: dalla Roma arriva Pellegrini (1,25 milioni di euro) che alla Roma tornerà, con recompra, per 10, e sempre dai giallorossi ecco quel Politano (3,5 milioni) che tre anni dopo va a Milano, sponda Inter, per 21.