Fuori Damien Comolli, dentro Giovanni Carnevali. Il terremoto è arrivato in casa Juventus, pur con qualche settimana di ritardo rispetto al previsto. Perché dopo la fallimentare stagione chiusa al sesto posto, con la mancata qualificazione in Champions e la "retrocessione" in Europa League, si pensava a una seconda possibilità per l'amministratore delegato francese. Al contrario, la quiete era soltanto temporanea e la tempesta si è scatenata a 18 giorni esatti da quel derby contro il Torino che, a conti fatti, resterà l'ultima partita di Comolli da dirigente della Juve.
Alla Continassa si volterà pagina, tutti gli indizi portano a Giovanni Carnevali: l'amministratore delegato del Sassuolo ha fatto un miracolo con i neroverdi, tanto da disputare 11 campionati di Serie A negli ultimi 12 anni (eccezion fatta per la retrocessione in B del 2023/2024 con immediata risalita) e mettendo a referto anche una qualificazione in Europa League nel 2015/2016.
Ma come si è arrivati al ribaltone? Già da mesi ormai si respirava un'aria pesante negli uffici della Continassa, con le indiscrezioni di frizioni con il tecnico Luciano Spalletti uscite a più riprese. La tregua armata è durata un paio di settimane, in mezzo però c'è stato anche l'episodio Dusan Vlahovic: l'allenatore aveva spinto per la permanenza del serbo, l'incontro del 3 giugno scorso si concluse senza accordo e con la fumata nera definitiva e conseguente addio del bomber a parametro zero. Poi, al fianco dei disastrosi risultati sportivi, ci sono quelli economici a pesare sulla testa di Comolli. Le operazioni dell'estate 2025 si sono rivelate fallimentari, spiccano i flop di Jonathan David e Lois Openda a suon di milioni tra ingaggi, commissioni e spese di trasferimento. Così Carnevali dovrà ricostruire la Juve, il suo curriculum dice che al Sassuolo è riuscito a creare una sorta di "miracolo neroverde".










