“Non è un manuale ma un manifesto”. Così ieri a Sassari, nella Sala Angioy della Provincia, Franco Gabrielli definisce “Contro la paura”, libro scritto a due mani con il giornalista Carlo Bonini.
L’ex sottosegretario alla Sicurezza nel governo Draghi ed ex direttore generale dell’Aisi ha presentato il volume nel corso dell’incontro promosso da Domucratica, la scuola di politica delle Acli di Sassari. Tra le pagine, frutto degli incontri con il vicedirettore de La Repubblica, si affrontano le tensioni legate alla sicurezza, declinate attraverso vari episodi, dal naufragio al largo di Cutro nel 2023, con la morte di 94 persone che cercavano di raggiungere la penisola, alla scomparsa del 19enne Ramy Elgaml l’anno successivo, deceduto a Milano cadendo da uno scooter al termine di un inseguimento dei carabinieri. Nel ventaglio di temi emerge la paura dei cittadini, che percepiscono una costante insicurezza, anche se smentita dai dati nazionali sul numero di crimini commessi. E il grande timore è in particolare quello legato agli extracomunitari.
«Sull'immigrazione- dice l’ex prefetto- sento proposte irrealistiche come blocchi navali e remigrazione. Le persone finiscono con l'accettare soluzioni salvifiche che i fatti si prendono la briga di smentire. Manca invece una politica di integrazione». Sulla Sardegna riferisce: «Non vedo emergenze criminali nell’isola ma situazioni da attenzionare». A Sassari, come misura contro lo spaccio e la criminalità in centro storico, si è chiesto a più riprese che intervenissero i militari. «È una di quelle famose ricette- afferma- che non portano ad alcun risultato. Gli eserciti, formati da grandi professionisti, si devono occupare di altro. Sono le forze di polizia a doversi occupare della sicurezza della città». «La sicurezza- conclude- per me è la precondizione della libertà e non il suo limite».








