Rosaria è la portalettere di Gibellina. Ed il suo è un mestiere che coniuga ancora passato, presente e futuro. Come le opere d’arte e le istallazioni che in questi mesi stanno animando la città distrutta dal terremoto del 1968 che devastò Gibellina e la Valle del Belice. «Faccio un lavoro che amo e che mi permettere di guardare il cielo. A Gibellina c’era un cinema all’aperto, lo amavo molto per lo stesso motivo e ci venivo sempre».Racconta Rosaria Giorgi è dipendente di Poste Italiane da vent’anni e dal 2018 ha il privilegio di consegnare lavorare nel museo a cielo aperto – come lei stesso lo definisce – della città dell’arte contemporanea del 2026. Originaria di Salemi, dove ha iniziato la sua carriera prima dell’assunzione a tempo indeterminato, a Gibellina è ormai punto di riferimento per la comunità. I clienti ripongono in lei tale fiducia da firmare e poi chiedere, scherzosamente, se hanno firmato in bianco. La conoscono tutti per nome e lei conosce per nome anche i loro amici a quattro zampe. «Aron, per esempio, è un labrador attempatello. Appena mi vede, abbaia. Credo sia il suo modo di darmi il benvenuto...».L'articolo completo sul Giornale di Sicilia in edicola e nell'edizione digitale.
Gibellina, la postina che conosce per nome anche gli animali
Rosaria Giorgi, originaria di Salemi, da 20 anni alle Poste: «Nella capitale dell’arte contemporanea, tra capolavori e turisti, cammino con lo sguardo sempre all’insù»






