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Mara Gergolet

Domani il referendum sul limite a 10 milioni di abitanti. A rischio gli accordi con l’Ue

DALLA NOSTRA INVIATAZURIGO - Vista dalle colline che guardano il lago di Zurigo, poco traffico, i tram che passano ogni quattro minuti, il prezzo dei panini tale da far capire che il reddito pro capite è il sesto al mondo, la più grande città della Svizzera ha meno problemi di qualsiasi altra metropoli europea. I piccioni, per volontà del Comune, hanno i Gps. Qui domenica si attende un verdetto epocale. «La Svizzera si è stancata della prosperità? — si chiede l’opinionista Joseph De Weck sul Guardian — Non riesco a pensare a nessun’altra ragione per il nostro folle referendum».

In una prima mondiale, la Svizzera deciderà se mettere un tetto alla propria popolazione. Dieci milioni, non di più: deciderà, insomma, se imporre per legge un argine all’aumento demografico. Un esperimento osservato in tutto il mondo, nato per iniziativa della Svp, il Partito del popolo svizzero d’estrema destra (che in Canton Ticino si chiama, però, Unione democratica di centro). Tutte le altre formazioni politiche sono contrarie. Per mesi, il «sì al tetto» è sempre stato davanti. Solo nell’ultima settimana, i no sono saliti per la prima volta al 52%, ma il margine è troppo stretto per azzardare previsioni. Secondo De Weck, gli svizzeri sanno di essere felici e hanno paura di perdere la loro felicità: preferiscono «congelare» il Paese.