È la dogana di Brogeda, il più trafficato dei tanti valichi di frontiera tra Italia e Svizzera, attraversato ogni giorno da circa 30 mila veicoli. Dall'altro lato del confine viene una notizia di cui stranamente da noi si è parlato pochino , e sì che sembra fatta apposta per ingolosire vannacciani e sovranisti vari. Domenica 14 giugno la Svizzera voterà per decidere se diventare il primo Paese al mondo a mettere un tetto alla propria popolazione: massimo 10 milioni di persone entro il 2050 (qui l’articolo di Franco Zantonelli su Repubblica). Attualmente gli abitanti sono 9,1 milioni: se al referendum vinceranno i sì, il governo sarà obbligato a prendere provvedimenti già al raggiungimento della soglia dei 9,5, prima di tutto limitando asilo politico e ricongiungimenti familiari; poi, se non dovesse bastare, ritirandosi dagli accordi con l'Unione Europea che permettono la libera circolazione di beni, servizi e appunto persone. Una "Brexit elvetica" che, scrive Elettra Bernacchini suHuffPost Italia,potrebbe costare alla Confederazione fino a 750 milioni di euro.
Il referendum "No a una Svizzera da 10 milioni!" è stato proposto dall'Unione democratica di centro, che a dispetto del nome è il partito più a destra del panorama politico svizzero. In effetti, mentre tutta Europa è preoccupata da spopolamento, denatalità e invecchiamento, la popolazione svizzera non smette di crescere: quasi due milioni in più dal 2002, quando appunto è stata permessa la libera circolazione dalla Ue. Gli stranieri sono il 27 per cento degli abitanti, in gran parte provenienti da Paesi vicini come Germania, Francia o Italia; i promotori del referendum naturalmente negano qualsiasi intento razzista, ma sostengono che la crescita della popolazione debba essere "sostenibile" – termine di moda usato in modo scivoloso – e che già adesso i prezzi delle case sono fuori controllo, i treni sempre affollati eccetera eccetera. Pazienza se i migranti sono fondamentali per l'economia, e se insieme alla popolazione è cresciuto anche il Pil pro capite, stabilmente tra i primi quattro o cinque al mondo. Pazienza anche se il "tetto" creerebbe situazioni paradossali: al raggiungimento dei dieci milioni bisognerà aspettare che almeno un abitante muoia prima di far venire in Svizzera un coniuge straniero? E gli svizzeri che vivono all'estero, potranno rientrare o dovranno aspettare al confine che la popolazione si riduca?













