"Campo scuola, primo giorno per i bambini della primaria. E’ andata benissimo" esclama Marianna Fornasiero, preside dell’istituto superiore Einaudi. Ed è andata davvero bene per quell’esercito di bambini che hanno giocato, fatto un po’ di sport, si sono divertiti tra cortile, giardino e aule dell’istituto. Costa caro ai genitori pagare il centro estivo ai figli, finisce la scuola, non il lavoro. E mamme e papà non hanno tante alternative. La scelta è tra pagare a caro prezzio una baby sitter oppure le rette in un campo estivo. Le vacanze un po’ più lontane mentre i soldi scendono, granelli nella clessidra del conto in banca. Dall’altro giorno c’è anche un’altra strada, una goccia, un giorno un mare, nella lista sempre più lunga dei genitori che cercano di accedere alla graduatoria per mandare il figlio in un centro. Un’altra strada che ha tracciato l’Einaudi. "Siamo solo noi" è passato il doppio concerto di Vasco Rossi, ancora si sentono gli echi. La scuola superiore è la prima in città e provincia a proporre campi scuola gratis grazie ai suoi allievi che si rimboccano le maniche. Anche loro protagonisti di questo traguardo tagliato. Nel volantino c’è il qr code, scannerizzi, speri che ci sia ancora posto. Se ne parla ormai il prossimo anno, per questa edizione i bambini sono già lì, a giocare, a imparare nel cuore dell’estate.
Il progetto pilota. Gli studenti-maestri: "Ai bimbi pensiamo noi. Il centro estivo è gratis"
Gli alunni delle superiori Einaudi accolgono i piccoli delle primarie. La preside Fornasiero: "Primi in città e provincia a tentare questa strada. Per i nostri ragazzi vale anche come esperienza nel mondo del lavoro".













