A Fanpage.it il tossicologo direttore del Centro Antiveleni di Pavia, Carlo Locatelli, spiega come è arrivato a isolare la ricina nel sangue di Antonella Di Ielsi e Sara Di Vita: “È tra i veleni più subdoli”

Carlo Locatelli

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"Abbiamo trovato qualcosa che nessuno aveva mai misurato prima, e ora dobbiamo dimostrare con il massimo rigore che è davvero ciò che ha causato la morte". È questo lo spirito con il quale Carlo Locatelli, tossicologo responsabile del Centro Antiveleni di Pavia, sta lavorando alla consulenza attesa sul tavolo della Procura di Larino per il 30 giugno. Alla guida del suo team, Locatelli ha isolato la ricina nell'organismo di Antonella Di Ielsi, 50 anni, e di sua figlia Sara Di Vita, morte a Campobasso per le conseguenze dell'intossicazione.

A seguito dei decessi, i magistrati hanno indagato cinque medici del pronto soccorso dell'ospedale molisano Cardarelli, ma con la scoperta della ricina nel sangue delle due donne è stato aperto un altro fascicolo contro ignoti con l'ipotesi di reato di omicidio premeditato con l'uso del mezzo velenifero. Dottore, ha detto che il caso di Pietracatella è unico al mondo, cosa lo rende tale?