HomeRavennaCronacaLa protesta del grano: "Così muore l’Italia che lavora la terra"Flash mob degli agricoltori ieri al porto contro le quotazioni tenute basse. Falcioni (Cia Romagna): "Quanto può durare una situazione simile?".Il flash mob organizzato da Cia, Agricoltori italiani ieri al porto di Ravenna (foto Giampiero Corelli)Ricevi le notizie de il Resto del Carlino su GoogleSeguiciNelle campagne ravennati e romagnole, ma di fatto in tutta Italia, si sta consumando il dramma del grano. Un dramma che sta tutto in due cifre: produrre un quintale di grano costa 32 euro, ma quando l’agricoltore lo va a vendere incassa 25 euro. Tutta colpa di quotazioni tenute basse dalle enormi quantità di grano in giro per il mondo (anche di scarsa qualità) e prodotto senza rispettare i rigidi disciplinari comunitari, che attraverso i porti italiani, e non solo, arriva poi all’industria della trasformazione.

E proprio al porto di Ravenna – una delle porte di ingresso del grano mondiale – si è tenuto ieri un flash mob organizzato da Cia, Agricoltori italiani. "Quanto può durare una situazione simile?", si è domandato pubblicamente il presidente di Cia Romagna, Lorenzo Falcioni, mentre anche Eleonora Proni, consigliera regionale del Pd, ha insistito sul fatto che con questi prezzi "muore l’Italia che lavora la terra".