Girata la boa dei primi 120 anni Cmb Carpi guarda, come sempre, al futuro con un business plan ancora una volta sfidante, che posiziona il polo modenese tra i principali general contractor italiani capaci di crescere nel business delle grandi opere (grattacieli, tramvie, ospedali, grandi ristrutturazioni) mantenendo una solidità patrimoniale tutta centrata sulle nuove generazioni.
I passaggi di testimone alla Cmb sono stati tanti, ma l"ultimo che ha visto Carlo Zini, presidente dal 1994, passare il testimone al suo vice Roberto Davoli ha un sapore speciale.
Carlo Zini, 71 anni, ha guidato Cmb Carpi nella trasformazione da cooperativa di provincia a grande general contractor capace di realizzare grandi opere, in Italia e all"estero.
Il dna rimane quello dei primi soci delle due cooperative di braccianti, che nel 1977 hanno dato vita alla Cooperativa Muratori e Braccianti di Carpi.
Oggi il gruppo modenese, fiore all"occhiello di Legacoop nelle costruzioni, guarda avanti con la forza delle persone (oltre 1.000 dipendenti diretti, anche grazie alla fusione per incorporazione della società Panigale Scarl, impegnata nella realizzazione delle linee tranviarie di Bologna) e con la concretezza dei numeri: il giro d"affari di Cmb nel 2025 si è attestato a 1,064 miliardi di euro mentre l"utile netto è raddoppiato toccando i 21 milioni di euro, di cui oltre il 50% destinato a riserve indivisibili (contro 9 milioni nel 2022 e 2023).








