ResidenzialeConsorzio Cooperative Lavoratori ha convocato i soci-acquirenti. Appartamenti di edilizia convenzionata, libera e a canoni accessibili attendono da anni il rilascio dei necessari titoli edilizi. Maggioni: «Se si prosegue così, a rischio la continuità aziendale».di Laura Cavestri12 giugno 2026«A dicembre del 2024 - spiega Mirko, 33 anni - abbiamo iniziato a cercare la nostra prima casa e deciso di entrare nell’intervento della Cooperativa Unitaria Certosa, che sarebbe dovuto partire nell’estate 2025. Oggi, a distanza di un anno, siamo ancora senza risposte. L’incertezza non blocca soltanto un progetto edilizio: blocca le scelte di vita delle persone. Ci ritroviamo sospesi, senza sapere quando e se questo progetto potrà finalmente partire».Quando Claudia - 42 anni, assegnataria dell’intervento di via Taggia - aderì al progetto, nel 2020, suo figlio aveva due anni. Oggi ne ha otto e nel frattempo la famiglia si è allargata con l’arrivo di un secondo bambino. Da oltre sei anni attende di conoscere il destino della propria casa: «Oggi, dopo oltre sei anni, non sappiamo ancora quando potranno iniziare i lavori. Nel frattempo, la nostra famiglia è cresciuta, sono nati nuovi bisogni e continuiamo a vivere in una condizione di incertezza. È grave, inconcepibile, che non ci sia una motivazione chiara, nonostante il progetto sia a norma. Questo silenzio aumenta i problemi delle famiglie coinvolte che sono già significativi».Il quadro preoccupanteSono 440 gli alloggi Ccl a Milano tra edilizia convenzionata, edilizia libera e abitazioni destinate alla locazione a canoni accessibili che attendono ancora il rilascio dei necessari titoli edilizi. Cinque le iniziative cooperative ferme. Sedici i mesi trascorsi dall’ultimo incontro con i soci e nessuna tempistica certa sul loro futuro. Un blocco che coinvolge direttamente centinaia di famiglie, imprese e lavoratori e che rappresenta una delle principali preoccupazioni espresse dai soci delle cooperative aderenti a Ccl – Consorzio Cooperative Lavoratori, che si sono riuniti ieri sera in un’assemblea straordinaria per fare il punto sulla situazione e per condividere le possibili azioni da intraprendere nelle prossime settimane. La causa è la “paralisi” degli uffici comunali, a seguito della maxi-inchiesta giudiziaria sull’urbanistica (molti progetti immobiliari sarebbero stati autorizzati tramite Scia, utilizzata di norma per le ristrutturazioni, anziché tramite piani attuativi obbligatori per le nuove costruzioni), che, dopo tre anni di stallo sta ancora bloccando ai nastri di partenza progetti di sviluppo immobiliare, mettendo in crisi famiglie e imprese.Nel corso del dibattito è stato ribadito come le cooperative abbiano continuato, in questi anni, a collaborare con gli uffici competenti, fornendo tutte le integrazioni richieste e adeguando, ove necessario, i progetti anche a costo di significativi investimenti aggiuntivi sostenuti da Ccl Nonostante ciò, il percorso amministrativo continua a procedere con estrema difficoltà.«Non siamo di fronte a un semplice ritardo – ha sottolineato Alessandro Maggioni, Presidente di Ccl ma a una situazione di blocco che produce effetti concreti su centinaia di soci che attendono una casa, sulle cooperative e sulle persone che vi lavorano. Per la prima volta, dopo 50 anni di attività, la continuità aziendale di Ccl è in discussione. Non per errori strategici o scelte azzardate ma per ragioni a noi oscure, che ostacolano il rilascio di titoli edilizi per noi dovuti. Spetta alla politica ascoltare il nostro appello e creare le condizioni affinché possano esserci risposte chiare e tempi certi».
Ccl: «A Milano 5 progetti fermi. In bilico oltre 400 case»
Consorzio Cooperative Lavoratori ha convocato i soci-acquirenti. Appartamenti di edilizia convenzionata, libera e a canoni accessibili attendono da anni il rilascio dei necessari titoli edilizi. Maggioni: «Se si prosegue così, a rischio la continuità aziendale».












