La geopolitica non è più una variabile esterna per investitori e imprese. È diventata un fattore che incide direttamente sulle valutazioni, sulle strategie industriali e sulle operazioni di fusione e acquisizione.
Nel settore tecnologico il cambiamento è già evidente: la sicurezza, digitale e fisica, entra sempre più spesso nelle due diligence e contribuisce a determinare il valore degli asset.Secondo Klecha & Co, boutique internazionale specializzata nell"m&a tecnologico - che ogni anno realizza con Rosa & Roubini Associates un"analisi sull"evoluzione del contesto geopolitco - nel 2025 il mercato occidentale delle acquisizioni tech ha raggiunto circa 600 miliardi di dollari di controvalore (pari a un deal su tre).
Gli Usa continuano a correre, con una crescita del 63%, mentre l"Europa si mantiene intorno ai 100 miliardi di dollari e l"Italia sfiora i 5 miliardi. «Stiamo osservando una trasformazione profonda», spiega a Milano Finanza Stéphane Klecha, fondatore di Klecha & Co. «Per anni le valutazioni si sono concentrate quasi esclusivamente su crescita, marginalità e prospettive commerciali.
Oggi entrano in gioco anche resilienza cyber, governance dei dati, sovranità tecnologica e capacità di operare in contesti geopolitici instabili».Il fenomeno è strettamente legato all"aumento delle minacce informatiche.









