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Nell'ultima settimana la capitalizzazione complessiva di Piazza Affari è aumentata di circa il 3% per quasi 25 miliardi di euro. A trainare il listino milanese è stato ancora una volta il comparto finanziario, tornato sotto i riflettori dopo l'annuncio dell'opas di Intesa Sanpaolo su Mps. La mossa a sorpresa dell'istituto guidato da Carlo Messina alleato con Unipol ha riacceso il risiko bancario e potrebbe aprire una nuova stagione di controfferte, rilanci e manovre difensive.

Le aspettative del mercato si sono riflesse subito nelle quotazioni. A registrare i rialzi più marcati sono stati i titoli delle prede, con Mps e Mediobanca salite rispettivamente del 19,9% e del 18,6%. Ma il mercato ha premiato anche i predatori: Intesa ha guadagnato il 2,65%, Unipol il 15% e Bper quasi il 12%, mentre Banco Bpm, tornata pienamente contendibile, è balzata di oltre il 9%. A sostenere il comparto ha contribuito anche la nuova stretta della Bce sui tassi, ma il principale volano resta il consolidamento. Ecco come le varie case d'affari vedono le prospettive dei titoli coinvolti (vedi tabella in pagina).

La crescita di Intesa Sanpaolo. Il giudizio degli analisti sull'opas è favorevole e si concentra soprattutto sulle ricadute industriali dell'operazione. Per Equita la mossa consentirebbe a Intesa di «rafforzare ulteriormente la propria leadership in Italia», non solo attraverso «l'ulteriore sviluppo del canale bancario», ma anche diventando «il primo operatore nel credito al consumo» e rafforzando le attività di cib e wealth management grazie a Mediobanca. Proprio su questi aspetti insistono anche gli analisti di Barclays, che giudicano positivamente il fatto che l'offerta sia «a premio» rispetto ai valori di mercato e presenti livelli di «accrescimento dell'utile per azione» comparabili a quelli delle altre operazioni considerate. La banca inglese richiama tuttavia l'attenzione su alcuni aspetti ancora da chiarire, in particolare le possibili questioni Antitrust legate alla presenza di Intesa nel capitale di Generali.