Dieci anni fa erano stati definiti «i primi rifugiati climatici del Regno unito». Oggi il loro futuro è incerto. I 700 abitanti di Fairbourne sono venuti a sapere della decisione nel 2014 da un articolo della Bbc: il consiglio della contea di Gwynedd, che amministra il territorio, avrebbe smesso di mantenere le difese che proteggono questo piccolo paese del Galles dalle inondazioni, obbligando gli abitanti a spostarsi. Il piano per dismettere il villaggio sarebbe dovuto scattare nel 2025 e completato entro il 2054, ma i residenti hanno votato all’unanimità la richiesta di revocare il progetto. Nel 2022 le autorità locali hanno smentito che Fairbourne dovrà essere abbandonata e promesso di continuare a mantenere le difese. Tuttavia la vicenda ha provocato profondi traumi e trasformazioni sociali.

La strada principale di Fairbourne a pochi passi dalla duna artificiale che lo separa dal mare – foto di Michele Lapini

FAIRBOURNE è stata fondata 160 anni fa in una piana alluvionale affacciata sulla baia di Barmouth, tra il Mare d’Irlanda e il fiume Mawddach. Intorno al paese c’è un’ampia palude con un prezioso ecosistema che fa parte del Parco nazionale di Snowdonia. Il centro abitato conta 25 attività e 452 case, tutte esposte al rischio di allagamento a causa sia delle mareggiate sia delle piogge sempre più abbondanti. A proteggere il villaggio c’è un sistema di fossi che si riempiono quando piove e si svuotano quando la marea si ritira. «Avviene in media due volte al giorno, ma quando c’è alta marea l’acqua non riesce a defluire», spiega l’ingegnere Ernest Puddick, responsabile della gestione idrica di Fairbourne. Per rafforzare la difesa nel 2015 sono stati costruiti 3 chilometri di argini che circondano il paese, costati 7 milioni di sterline (circa 8 milioni di euro). Lungo i 2 chilometri di spiaggia c’è un muro alto 3 metri che copre la vista del mare. È stato eretto nel 1981 e serve a evitare che Fairbourne venga inondata nei giorni di alta marea che in primavera supera regolarmente i 2,60 metri e nei giorni di burrasca può salire di oltre 1,5 metri sopra al livello stradale. «Accade un paio di volte all’anno», racconta Cath Heeley, che vive col marito in una casa in prima linea sulla spiaggia. «Gli schizzi delle onde arrivano sulle finestre, ma non abbiamo paura. Il muro ci protegge; da qui non ci sposteremo mai».