Aggiungi ItaliaOggi alle tue fonti preferite su Google per non perderti i nostri contenutiIl regime opzionale per il tax control framework con la possibilità di comunicare i rischi fiscali relativi a periodi d’imposta anteriori all’esercizio dell’opzione si avvicina ulteriormente al regime ordinario di adempimento collaborativo.
La novità, contenuta nell’articolo 16 del decreto correttivo omnibus, approvato dal Consiglio dei ministri del 10 giugno 2026, consente ai soggetti che non hanno i requisiti per entrare nel regime ordinario di adempimento collaborativo (attualmente 500 milioni di euro di fatturato che dal primo gennaio 2028 scenderanno a 100 milioni), e optano per il regime opzionale, di gestire i rischi fiscali connessi a condotte poste in essere “anche” in periodi d’imposta precedenti a quello di ingresso nel regime.
Il punto qualificante della modifica è la possibilità di portare all’attenzione dell’amministrazione finanziaria rischi fiscali già maturati, purché siano comunicati in modo esauriente e prima che il contribuente abbia avuto formale conoscenza di accessi, ispezioni, verifiche, attività di accertamento amministrativo o indagini penali aventi a oggetto le operazioni oggetto di comunicazione.








