È in mezzo a un campo da gioco di cemento Rodolfo Gagliardi. Davanti a lui ci sono almeno 200 giovani disposti a semicerchio. Alla spicciolata si avvicinano per un abbraccio e per porgergli le condoglianze. Poche ore prima suo figlio Eros, 19 anni ad agosto, è morto in un incidente stradale in monopattino. La commemorazione avviene nel parco all’interno del grande complesso residenziale di via Antonio Lissoni alla Bicocca dove la famiglia Gagliardi abita. Il padre di Eros ci dedica per pochi minuti per parlare del figlio mentre continua a ricevere manifestazioni d’affetto. È più lui a consolare decine di adolescenti che conoscevano Eros che gli si fanno incontro con i volti segnati dalle lacrime.
Signor Gagliardi, quando ha saputo che suo figlio era rimasto vittima di un incidente?«Me lo ha detto un vicino di casa (indica l’appartamento dove abita, ndr) che è passato di lì e sono andato subito. Mi ero addormentato e al contrario di come faccio di solito non ho aspettato che Eros fosse rientrato. Nel frattempo sul mio cellulare saranno arrivate una cinquantina tra messaggi e chiamate. Ci conoscono tutti qui nel quartiere». Che rapporto aveva con suo figlio?«Eros era mio figlio, mio fratello, il mio migliore amico. Voleva giocare a pallone, era il suo sogno, pensava solo a quello. L’ho portato a giocare per la prima volta quando aveva quattro anni. Da quel momento non aveva più smesso. La settimana scorsa in un torneo aveva fatto un gol incredibile a Niguarda: un sinistro all'incrocio. Tutti ne parlavano qui. Il suo soprannome era bomber. Anch’io l’ho salvato così sul mio cellulare». Si aspettava di vedere così tanta gente per Eros?«Era gentile, sensibile, un ragazzo splendido. Lo vedete? Guardate quanti ragazzi sono venuti qui per lui. Eros è nato in questa casa. Come me ha frequentato in zona l’asilo, le scuole elementari, le medie e le superiori. Aveva interrotto gli studi lo scorso dicembre. Voleva fare da calciatore. Aveva deciso di concentrarsi su alcuni aspetti del suo gioco che pensava di poter migliorare. Nel frattempo, in questi mesi, aveva provato a fare diversi lavoretti. Dall’imbianchino al giardiniere».











