Spensierato, il vento in faccia, per "protezione" solo quelle braccia che stringeva al corpo dell'amico alla guida di un esile monopattino elettrico che giovedì a mezzanotte si è scontrato con un'auto, a Milano, quartiere Bicocca. Per Eros Gagliardi, 19 anni ad agosto, non c'è stato nulla da fare: è morto intorno all'una al Niguarda dove era arrivato in condizioni disperate. L'incidente è avvenuto all'incrocio con viale dell'Innovazione, i due giovani provenivano in base a una prima ricostruzione da viale Pirelli diretti verso piazzale Egeo quando sono stati centrati sul fianco sinistro dalla Kia Picanto.

Quando sono arrivati i soccorsi di Areu hanno trovato due giovani a terra di cui Eros in condizioni disperate, un'altra sotto choc, un monopattino abbandonato, nessuna traccia di caschi. L'amico 20enne e la conducente 21enne dell'auto - risultata negativa ad alcol e droga - sono rimasti feriti in modo lieve, il giovane è arrivato in codice giallo al San Gerardo di Monza; la polizia locale ipotizza una mancata precedenza ma è tutto da verificare. Il pm di turno ha disposto l'autopsia sul corpo del ragazzo e il sequestro di entrambi i veicoli.

Eros Gagliardi era "noto" nel mondo dello sport dilettantistico milanese, aveva giocato a calcio in tante squadre, era un attaccante, sostenuto dal padre Rudy, allenatore nelle Giovanili, con cui condivideva anche la passione per il Milan, soprattutto aveva superato una prova importante: a 14 anni, dopo aver contratto il Covid, era stato colpito da una infezione al miocardio che lo aveva tenuto fermo per oltre un anno dai campi di calcio. «Quando mi hanno diagnosticato la miocardite è come se mi avessero dato una pugnalata al cuore, pensavo che tutti i miei sogni sarebbero svaniti. Devo ringraziare i miei genitori che mi sono sempre stati vicini, specialmente mio padre che mi ha sempre incoraggiato» aveva raccontato in un'intervista a "Sprint e Sport" nel 2022.