Il politologo Luis Arroyo, da anni consulente e portavoce di José Luis Rodríguez Zapatero (l’ex primo ministro spagnolo ora indagato per riciclaggio e traffico di influenze), ha dovuto chiedere pubblicamente scusa. Nelle prime ore dopo la perquisizione dell’ufficio di Zapatero, notizia che di per sé aveva avuto un forte impatto sull’opinione pubblica non solo spagnola, Arroyo aveva dovuto metterci la faccia da solo, mentre tutti evitavano le telecamere, per smorzare le voci intorno al dettaglio che stava maggiormente scatenando opinionisti, umoristi e reti sociali: in una cassaforte di quell’ufficio gli agenti avevano trovato un centinaio di gioielli le cui foto erano finite subito su tutti gli schermi, dalle tv agli smartphone. I valutatori improvvisati, sollecitati dalle testate a esercitare l’occhio sulle foto sgranate dei giornali, avevano subito sparato un milione di euro di valore. Arroyo invece garantiva trattarsi di un patrimonio di 30 o 50 mila euro al massimo. Semplici gioielli di famiglia lasciati dalla madre a Sonsoles Espinosa, la discreta moglie dell’ex premier socialista, una vita divisa fra gli impegni del marito illustre, le due figlie e l’amore per la musica (è una cantante lirica).Il giudice ha deciso dunque di affidare la valutazione dei singoli pezzi a una prestigiosa gioielleria di Madrid, la Ansorena, e all’Istituto gemmologico di Spagna. Venerdì scorso, il nucleo della Polizia di stato che ha effettuato la perquisizione e il sequestro ha consegnato un rapporto parziale delle analisi preliminari e possiamo stavolta dire, con maggiore precisione, che si sbagliavano anche quelli che parlavano di un milione. Per difetto. Al momento il tesoro di Zapatero varrebbe 1,3 milioni (1.323.915 euro, per la precisione). Fra i pezzi di maggior prestigio, spicca una collana in oro bianco con diamanti e due smeraldi naturali provenienti dallo Zambia, prezzo: 278.000 euro. Quanto basta affinché il giudice Calama, che già indagava sul guru del socialismo spagnolo, decidesse di aprire un nuovo filone d’inchiesta in cui l’ex primo ministro risulta ora indagato per contrabbando. Fatta salva un’eventuale perizia successiva, nelle carte del giudice si legge che il possesso di beni di lusso di quel tipo, unito alla mancanza di tracciabilità fiscale relativa al loro acquisto, costituisce “un indizio oggettivo e razionale della possibile esistenza di una frode fiscale rilevante”. Insomma, Zapatero deve spiegare meglio chi era la suocera che gli ha dato tutto quel ben di Dio e perché mai avesse comunicato al suo portavoce un valore di gran lunga sottostimato. Intanto ha preso tempo ed è riuscito a spostare la prima udienza al 17 e 18 giugno.Il giudice vorrà chiarire con lui il ruolo che avrebbe avuto nel salvataggio finanziario della compagnia aerea Plus Ultra, sospettata di essere un centro di lavaggio di danaro sporco proveniente dal Venezuela, nonché sugli strani giri di somme inspiegabilmente grosse passate dai conti di oscure società di consulenza e finite su quello delle sue figlie in cambio di un semplice servizio di grafica e marketing digitale (impaginavano e formattavano report di scarso valore analitico). Resta poi la macchia sull’immagine da socialista francescano che Zapatero aveva costruito in tutti questi anni. Per quel “buonismo” modesto e al tempo stesso ostentato con la serenità dei giusti, Zapatero era soprannominato Bambi, e i giornali spagnoli parlano ora della “seconda morte di Bambi”. In un discorso oggi più virale che mai, diceva: “La lezione che abbiamo imparato nelle case del popolo, tra compagni e militanti di base, è che essere socialisti significa avere ben poco ed essere disposti a dare molto”. Parole pronunciate nel 2021 a Valencia, durante il 40º congresso del Partito socialista operaio spagnolo (Psoe). L’uomo fino ad allora più potente del Psoe valenciano, l’ex ministro fresco di dimissioni, José Luis Ábalos, in quel congresso riuscì a malapena ad entrare. Prima che le indagini lo travolgessero (oggi è in carcere per corruzione), era stato costretto a ritirarsi.Secondo diversi analisti, per esempio la giornalista d’inchiesta Ketty Garat, autrice del libro “Todos los Hombres de Sánchez”, era già in corso la resa dei conti fra Zapatero e un altro socialista con ottimi agganci in Sud America. Dei due, Ábalos era il più ricattabile per la sua passione, come si scoprirà poi, per festini e sesso a pagamento. Per risultare vincente, al socialismo di Zapatero e Sánchez serviva uno spirito francescano. Bisognava mettere un Bambi nel motore.
I gioielli di Zapatero valgono 1,3 milioni. Ora l’ex premier è indagato per contrabbando
Secondo il portavoce dell'ex primo ministro socialista il patrimonio ammontava a 30 o 50 mila euro al massimo. Ma dopo la valutazione ordinata dal giudice, sono servite delle scuse pubbliche. La prima udienza sarà il 18 giugno











