Spotorno – Nell’infinita bufera che soffia ormai da mesi sulle spiagge di Spotorno, dove il sindaco Fiorini porta avanti il suo piano di revisione dell’arenile pro spiagge libere (la sua ultima lunga intervista al Secolo XIX è qui), e le accuse di una parte dei balneari delusi sostenuti in particolare dal consigliere regionale di FI Angelo Vaccarezza (qui la sua posizione le frecciate al sindaco Fiorini), ora si inserisce la lettera di una storica frequentatrice dei bagni Kon Tiki di Spotorno (uno dei bagni chiusi) che ha scritto al Secolo XIX per manifestare il proprio malcontento.
Il sindaco di Spotorno, Mattia Fiorini
“Siamo una famiglia che da trent’anni vive il tempo delle vacanze nel paradiso di Spotorno – ha scritto Rosanna Mantero – Qui sono diventati grandi prima i figli e oggi i nipoti, in un clima di “casa”, specialmente in spiaggia. Qui sono nate amicizie, relazioni, conoscenze, favorite dai bagni che da sempre abbiamo frequentato: il Kon Tiki. Abbiamo sperato fino all’ultimo che la situazione, voluta e incancrenita dal sindaco, potesse risolversi (i Kon Tiki fanno appunto parte di quel ristretto gruppo di bagni marini che non hanno potuto riaprire per quest’ultima stagione pre gare). Ma l’accanimento perpetrato nelle ultime settimane ha convinto i gestori di questo bagno a chiudere la loro attività. E’ assurdo che i gestori debbano svuotare il loro bagni fino all’ultimo spillo prima di sapere se potranno continuare la loro attività e nel caso, rimontare tutto, lavorando giorno e notte, tenendo conto che ormai la stagione estiva è iniziata e la sua durata forse nemmeno coprirà i costi di gestione. Questo non è rispetto della legge, questa è un’azione a delinquere nel significato latino del termine (dal latino delinquere, composto da de – prefisso che indica allontanamento, privazione – e dal verbo linquere che significa lasciare, abbandonare. Sì, perché il risultato che questo signore ha ottenuto è di allontanare i turisti, privarli di servizi, e abbandonare al degrado e alla maleducazione le spiagge”.






