David Hockney. REUTERS Luke MacGregor

In chi ne ha ammirato e (subito) amato le opere, David Hockney ha acceso una luce. Ha fatto vibrare il cuore e ha riempito lo sguardo, con la sua arte e con la sua personalità. Scintillanti come l'acqua della piscina californiana - le piscine, in realtà - in una giornata di sole di A Bigger Splash (immagine iconica che poi lo porterà anche a fare una esperienza cinematografica). Figura tra le più influenti e significative dell'arte contemporanea, David Hockney era letteralmente al centro di una adorazione collettiva (ma ancora lo è e lo sarà). Si è spento l'11 giugno 2026, all'età di 88 anni, a un mese dal traguardo degli 89, e la sua scomparsa lascia un vuoto nell'arte e nella parte più luminosa di tutti gli appassionati, quella in cui a regnare sarà sempre il colore della vita.

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David Hockney. Victoria Jones/Pool via REUTERS

Quella di Hockney è Pop Art? L'associazione risulta utile per riuscire a collocarlo, la verità è che la sua arte è solo sua: opere personali e innovative, esplosioni di colore capaci di fermare, in un istante, una scena quotidiana, un paesaggio, un volto in un ritratto. Una carriera lunga e attraversata da una insaziabile curiosità-bambina: Hockney non ha mai smesso di esplorare, sperimentare e stupire grazie a una genuina curiosità per le nuove tecnologie e una sincera disponibilità ad accogliere i cambiamenti, che lo hanno reso pioniere della pittura digitale e un abile virtuoso dell'iPad. Essere umano e artista libero, ha sfidato le convenzioni e seguito la sua strada senza paura fin dagli anni Sessanta, con We Two Boys Together Clinging, ispirata a una poesia di Walt Whitman e realizzata in un periodo in cui, in Inghilterra, l'omosessualità era ancora illegale.