Milano, 12 giu. (askanews) – Ha raccontato la Gran Bretagna e il nostro tempo attraverso una pittura colorata, eccessiva, malinconica e potente. Ha creato uno spazio per la pittura figurativa quando sembrava ce ne fosse sempre meno. È stato profondamente moderno senza sembrarlo, lasciando che la sensazione emergesse da sola, come in un ricordo. L’artista inglese David Hockney è morto a 88 anni a Londra e oggi tutto il mondo lo celebra per quello che era: uno dei più famosi pittori del nostro tempo, con opere di enorme valore sul mercato, come il quadro del 1972 venduto nel 2018 per oltre 90 milioni di dollari.

“Mi ricordo che Van Gogh diceva che aveva perso la fede di suo padre – ha detto Hockney nel 2011 – ma ha trovato un’infinità di natura. Per me vale lo stesso”. Natura che si insinua nei dipinti, che spinge dai margini, che prende spesso la forma della luce che erompe dalla tela e arriva direttamente a noi. Con la stessa intensità con cui arrivano i suoi ritratti, che nel 2017 sono stati al centro di una importante mostra a Ca’ Pesaro a Venezia, nella quale abbiamo capito che attraverso decine di altre persone, in fondo, David Hockney continuava a inseguire senza fine un suo proprio grande autoritratto.