Via libera alle modifiche sul regime fiscale delle auto aziendali. Il governo interviene per risolvere alcune criticità emerse dopo la riforma entrata in vigore nel 2025, chiarendo le regole per le vetture assegnate ai dipendenti e introducendo una stretta sulle auto più vecchie.

Foto di repertorio (da iStock)

Il Consiglio dei Ministri ha approvato un decreto correttivo che modifica il regime fiscale delle auto aziendali concesse in uso promiscuo ai dipendenti. Il provvedimento interviene sulla riforma entrata in vigore nel 2025 con l'obiettivo di chiarire l'applicazione delle norme, stabilire l'esatto trattamento dei contratti stipulati in precedenza e semplificare la gestione amministrativa complessiva. Parallelamente, il testo introduce anche una nuova rimodulazione delle aliquote legata all'anzianità del mezzo, prevedendo un incremento della tassazione per i veicoli immatricolati da oltre cinque anni per favorire il ricambio delle flotte aziendali. La misura ha l'obiettivo dichiarato di tutelare chi si è trovato penalizzato dai tempi lunghi di consegna dei concessionari. Fino a ieri, due dipendenti che avevano ordinato l'auto nello stesso momento nel 2024 rischiavano una tassazione completamente diversa in busta paga solo perché uno l'aveva ricevuta prima e l'altro dopo l'entrata in vigore della riforma. Con il nuovo decreto, tutte le vetture ordinate nel 2024 e consegnate entro dicembre 2025 restano escluse dal nuovo regime, azzerando questa disparità e mantenendo le vecchie regole.