Una pellicola smart per finestre usa acqua, luce e umidità per raffrescare gli ambienti e tagliare i consumi degli edifici

©The Hong Kong Polytechnic University

Il caldo, dentro casa, spesso passa da un punto molto preciso: il vetro. Entra piano, si appoggia sul pavimento, scalda le pareti, trasforma una stanza normale in una piccola serra domestica. Poi arriva il condizionatore, con il suo ronzio, la bolletta, il picco elettrico nelle ore peggiori. Il tema riguarda anche gli edifici, perché il settore pesa moltissimo sui consumi globali: secondo l’Agenzia internazionale dell’energia, gli edifici assorbono circa il 30% dell’energia finale mondiale e generano il 26% delle emissioni legate all’energia. Il raffrescamento, intanto, cresce rapidamente e mette pressione sulle reti elettriche proprio quando le città hanno più bisogno di respirare.

Dentro questo scenario arriva una pellicola smart per finestre sviluppata dalla Hong Kong Polytechnic University, pensata per regolare insieme luce, calore e umidità. Si chiama MRLR, acronimo di “Moisture-responsive and Light-regulating”: in pratica, un film che reagisce all’umidità e modula la luce. La cosa interessante sta nella sua semplicità apparente. Lavora sfruttando le proprietà dei materiali e il ritmo giorno-notte, senza aggiungere un altro apparecchio da alimentare.