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Fondazione Piemontese Ricerca Cancro

Quarant'anni di cura, ricerca e visione: sono quelli della Fondazione Piemontese per la Ricerca sul Cancro che celebra questo traguardo con due novità: un nuovo nome, Fondazione Allegra Agnelli per la Ricerca sul Cancro - Candiolo, e un piano di sviluppo da oltre 200 milioni che punta a raddoppiare, entro il 2035, la capacità di ricerca e l'impatto clinico dell'Istituto. Non un semplice ampliamento, ma un nuovo orizzonte per fare di Candiolo uno dei centri di ricerca oncologica più avanzati a livello internazionale. La superficie dell'Istituto di Candiolo - Irccs, passerà da 60mila a oltre 95mila metri quadri con nuovi spazi per la ricerca e la degenza oncologica: edifici integrati, connessi da gallerie luminose e luoghi di incontro pensati per favorire il dialogo continuo tra scienza e assistenza clinica. Il verde diventerà parte integrante dell'esperienza di cura, con parchi, giardini e percorsi nella natura e particolarmente significativo sarà il nuovo Hospice, concepito come uno spazio raccolto e domestico in cui la presenza dei familiari possa accompagnare i pazienti con serenità, rispetto e dignità. "Quarant'anni fa, quando ho immaginato per la prima volta quello che sarebbe diventato l'Istituto di Candiolo, molti mi dissero che era una follia - ricorda la presidente della Fondazione, Allegra Agnelli -, ma se hai un obiettivo devi provaci e ci siamo riusciti. Avere il mio nome in quello della Fondazione è per me una responsabilità, è il mio lascito morale. Candiolo ha accompagnato i progressi dell'oncologia e oggi guardiamo al futuro con la stessa determinazione di allora. Dobbiamo andare avanti, finché il cancro non sarà vinto". I numeri dei quarant'anni della Fondazione e dei trent'anni di Candiolo racchiudono tutto l'impegno profuso nella lotta al cancro. "L'istituto ha portato innovazione sulla diagnostica di precisione, ha aumentato il numero di ricercatori, oggi circa 300 da tutto il mondo, e sono oltre 200 i trial clinici attivi di cui un terzo accademici e sono diretti immediatamente al malato", racconta la direttrice scientifica Anna Sapino, ricordando gli 800 professionisti che lavorano nell'Istituto alle porte di Torino, i 41 laboratori e unità di ricerca. Le prestazioni ambulatoriali sono state oltre 1,5 milioni, 6.374 i pazienti ricoverati, 646 gli operatori coinvolti nelle attività di assistenza, più di 17mila le citazioni delle sue pubblicazioni. E ancora 254 protocolli e studi sperimentali attivati, oltre 26 milioni di fondi destinati alla ricerca e alla cura. Importanti anche i numeri dei donatori, più di un milione, con oltre 4,7 milioni di firme raccolte col 5X1000 e i 1.500 lasciti. Le imprese sostenitrici sono state 6mila. "La generosità è il motore di Candiolo - sottolinea Gianmarco Sala, direttore generale della Fondazione -. In questi quarant'anni ogni singolo risultato porta la firma di chi ha scelto di sostenerci e oggi lanciamo un altro sogno per Candiolo: nuovi edifici, nuovi reparti, tecnologie sempre più avanzate. Crescere, per continuare a mantenere la parola data a chi ha bisogno di cure e a chi ci sostiene".