Totò lo aveva intuito già nel 1952, con la celebre battuta pronunciata in Totò e i re di Roma, diretto da Steno e Mario Monicelli: “Poi dice che uno si butta a sinistra”. Non si tratta di politica, ma di movimento dei pedoni. Quando un gruppo di persone viene lasciato libero di camminare a piacimento dentro uno spazio, prima o poi l’insieme comincia a ruotare, e lo fa quasi sempre in senso antiorario, cioè piegando verso sinistra. È la conclusione cui giunge uno studio appena uscito su Nature Communications, che ipotizza come dietro un comportamento apparentemente collettivo si nasconda invece una propensione del singolo. La tendenza alla rotazione antioraria era già stata osservata nei pogo dei concerti metal e nelle assemblee che si muovono dentro un’arena; la novità del lavoro firmato da Iñaki Echeverría-Huarte, dell’Università di Navarra, con colleghi spagnoli e giapponesi, tra cui Claudio Feliciani e Katsuhiro Nishinari dell’Università di Tokyo, sta nel metodo con cui ne hanno cercato l’origine e nella conclusione a cui sono arrivati. Gli esperimenti Il primo esperimento si è svolto a Pamplona, in un’arena circolare di cinque metri di raggio recintata da una bassa palizzata. Cinquanta volontari sono stati prima classificati in base alla loro preferenza di rotazione: messi a camminare verso un muro e invitati a girarsi, alcuni voltavano spontaneamente a destra, altri a sinistra. L’ipotesi di partenza era che la composizione del gruppo contasse, e che aumentando la quota di chi tende a girare a destra il moto collettivo dovesse spostarsi verso il senso orario. Non è andata così. La polarizzazione media, il parametro con cui i ricercatori misurano il verso della rotazione, è rimasta costantemente positiva, intorno a un valore di 0,2 su una scala in cui 1 indica una rotazione antioraria perfetta, indipendentemente sia dal numero dei partecipanti sia dalla proporzione di persone con preferenza individuale per la rotazione a destra. Anche nelle prove composte soltanto da volontari che, nel test preliminare, avevano mostrato una tendenza a girare a destra, il gruppo continuava a ruotare a sinistra. Restava il dubbio che a guidare il moto fossero le pareti, una sorta di effetto del recinto capace di spingere i corpi a seguirne il perimetro. Per verificarlo, i ricercatori hanno portato l’esperimento all’aperto, nel cortile di un istituto superiore di Pamplona, uno spiazzo di tremila metri quadrati dove oltre cento studenti tra i tredici e i quattordici anni sono stati lasciati liberi di muoversi. Anche qui la rotazione antioraria è rimasta, e anzi la distribuzione dei valori si è fatta più stretta, segno di un comportamento ancora più coerente.