Andare in pensione all’estero non è più soltanto il sogno di qualche avventuroso o di chi vuole vivere tutto l’anno in infradito. Per molti americani sta diventando una necessità. Tra inflazione, aumento dei costi sanitari e rincari che hanno colpito praticamente ogni voce di spesa, sempre più persone guardano oltre i confini degli Stati Uniti per immaginare il proprio futuro.

A fotografare questa tendenza è il Retirement Abroad Index 2026 di Expatriate Group, compagnia assicurativa britannica specializzata nei servizi per chi vive, lavora o studia all’estero. La classifica, riportata dal New York Post, individua i Paesi più attrattivi per chi desidera trascorrere la pensione fuori dal proprio Paese, tenendo conto di fattori come costo della vita, accessibilità dei visti, assistenza sanitaria e presenza di comunità di espatriati.

In cima alla graduatoria c’è una sorpresa: non il Portogallo, da anni considerato una delle mete preferite dai pensionati stranieri, ma le Filippine. Il Paese asiatico ha ottenuto un punteggio di 78 su 100 grazie a un costo della vita particolarmente basso, a procedure relativamente semplici per ottenere il visto e a una consolidata comunità internazionale.

Secondo il rapporto, nelle Filippine è possibile mantenere uno stile di vita confortevole con una spesa mensile compresa tra circa 860 e 2.500 dollari, una cifra che risulta nettamente inferiore rispetto agli Stati Uniti. Il New York Post sottolinea come il costo della vita americano abbia raggiunto livelli sempre più difficili da sostenere per chi vive con una pensione o con un reddito fisso, ricordando che secondo il consulente finanziario Dave Ramsey una famiglia statunitense spende in media oltre 6.500 dollari al mese.