Fuga per la pensione più ricca. Nel 2025 gli assegni Inps di regime internazionale liquidati all’estero sono arrivati a quota 675 mila, con un +1,3% sul 2024 che segna una vera inversione di tendenza rispetto agli ultimi anni.

Un dato che torna centrale proprio mentre al Senato si discute, proprio in questi giorni, di un disegno di legge pensato per favorire il rientro fiscale dei pensionati da Paesi extra Ue verso piccoli Comuni delle aree interne. In attesa degli incentivi i pensionati che possono si guardano intorno e spostano la residenza.

Secondo l'Inps, tre su quattro degli assegni oltre i 25.000 euro sono pagati in Paesi extra Ue, con una distribuzione che include aree come Nord America, Oceania, Europa e Stati non Ue.

È un passaggio rilevante perché si intreccia direttamente con l’impostazione del disegno di legge, che riguarda i pensionati che trasferiscono la residenza fiscale da Paesi non appartenenti all’Unione europea.

Il confronto tra 2018 e 2025 mostra spostamenti marcati nelle destinazioni: a fronte di una riduzione del 40% dei pensionati che ricevono il pagamento negli Stati Uniti, e di cali di oltre il 50 in Australia e Canada, si registra una crescita molto importante verso altri Paesi. La Spagna sale del +75% e costituisce la destinazione di gran lunga preferita; il Portogallo cresce del +144%, anche se recentemente ha ridotto la sua attrattività con il venir meno degli incentivi; la Tunisia segna un +255%, l’aumento più forte tra quelli citati. In questi Paesi l'assegno Inps "vale" di più, circa il 10-15% in più rispetto a quanto si incasserebbe in Italia tra costo della vita minore e spese per affitto e spostamenti "leggere".