Cresce il numero dei pensionati italiani che si trasferiscono all’estero. Gli ultimi dati sono contenuti nella memoria depositata dall’Inps dopo l’audizione in commissione Finanze del Senato sul Ddl che propone incentivi fiscali per il rientro dei pensionati in Italia.Dal 2018 al 2025, rileva l’Inps, si è assistito ad una crescita dei pensionati italiani che, avendo maturato i requisiti esclusivamente in Italia, si sono trasferiti all’estero dopo l’ultima contribuzione e fruiscono del trattamento pensionistico all’estero. Si tratta di un fenomeno che si evidenzia soprattutto in direzione dei Paesi Ue, e che compensa la lieve riduzione nello stock di coloro che ricevono il pagamento in Paesi extra-UE.
I Paesi preferiti
L’Inps traccia poi la mappa dei Paesi scelti dai pensionati. Rilevando come negli ultimi otto anni vi sia stato un notevole rimescolamento delle destinazioni preferite, dovuto principalmente al mutamento delle convenienze economiche, probabilmente imputabili alle fluttuazioni dei tassi di cambio e del conseguente costo della vita nei diversi Paesi ospitanti, o all’adozione, da parte di alcuni di essi, di politiche fiscali particolarmente favorevoli (nei confronti dei pensionati o, più in generale, di chiunque decida di trasferirsi).A fronte di una riduzione del 40% dei pensionati che ricevono il pagamento negli Stati Uniti d’America, e di oltre il 50% in Australia e Canada, si è assistito a una crescita molto importante (+75%) della Spagna (che ormai costituisce la destinazione di gran lunga preferita), del Portogallo (+144%) e della Tunisia (+255%).






