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Si sono riaccesi riflettori potenti a Taormina. In questo periodo dell’anno la cittadina ionica diventa un hub di confronto e riflessione multiculturale, e fino a domenica sarà al centro dell’attenzione grazie al Taormina Film Festival, giunto alla 72. edizione con una impegnativa eredità, che ne fa uno degli eventi strategici della programmazione regionale. Una prospettiva dalle ampie ricadute, di cui parliamo con Bernardo Campo, commissario straordinario della Fondazione Taormina Arte Sicilia che promuove la rassegna. Il dirigente regionale, già ai vertici del Parco Archeologico della Valle dei Templi di Agrigento e della stessa Fondazione dal 2020 al 2022, è stato richiamato a guidarla da febbraio scorso, per curarne una nuova fase di valorizzazione e rilancio.Il Taormina Film Festival è uno dei festival cinematografici più longevi d’Italia, qual è oggi la sua specificità?
È un evento che ha saputo costruire un’inconfondibile identità, coniugando l’eccellenza della qualità artistica con un palcoscenico che non ha eguali al mondo. Una selezione cinematografica di altissimo profilo che guarda con rigore sia ai grandi maestri che ai nuovi linguaggi; dall’altro, la cornice mozzafiato del Teatro Antico, tempio millenario della cultura che trasforma ogni film e ogni incontro in un momento di magia pura, offrendo un’esperienza impossibile da replicare.















